Adunata Rimini 2020: “Pronti per altri 100 anni

Anniversario della Vittoria, festa dell'Unità nazionale e delle FF.AA 2019

Il saluto del Capogruppo

Buongiorno a tutti e grazie della vostra presenza.
Saluto le autorità civili, l’Assessore Pettignano e i consiglieri Cantaluppi e Guarisco; militari, il Maresciallo Capo Mario Iappelli comandante della Stazione carabinieri di Albate, Don Luigi nostro parroco; la dirigente Scuola Infanzia Silvia Gorla e le responsabili delle scuole maestra Cavadini  e Spagnolo; saluto tutti gli albatesi e tutti i soci del mio Gruppo che ho l’onore di rappresentare.
Centouno anni fa terminava la Prima Guerra Mondiale lasciando dietro di sé un infinito strascico di dolori. Dal punto di vista geopolitico per l’Italia fu Vittoria, ma una Vittoria che  costò 651.000 militari Caduti, 589.000 civili morti, migliaia di feriti e di mutilati. Non solo; al termine delle ostilità si contarono migliaia di vedove e orfani; intere famiglie private di padri o di figli, se non addirittura famiglie cancellate dall’anagrafe.
Interi territori distrutti; l’economia devastata; un numero incredibile di italiani, soli o con le famiglie appresso, emigrati in cerca di sopravvivenza. Insomma: una Vittoria che lasciò l’Italia disfatta, in una povertà come mai si era visto nel passato.  
Prima che le armi prendessero il sopravvento nell’estate 1914 - nel maggio 1915 per l’Italia - si era alzato forte il monito di Papa Benedetto XV:”…con la pace niente è perduto, con la guerra tutto può esserlo…” . Ma non fu ascoltato.
Eppure nel corso della guerra e in mezzo a orrori di ogni genere ci furono esempi di generosità pura come quella di Alessandro, un ufficiale che aveva scritto alla moglie di aver partecipato da volontario ad una azione pericolosa. La moglie, a sua volta, gli aveva risposto :”…perché ti sei esposto così? Dovevi mandare qualcuno dei soldati. Ricordati che hai tre figli piccoli…”.  E lui di rimando:”…proprio perché ho tre figli piccoli sono andato avanti; i miei soldati, chi ha sei figli, chi ne ha sette…”.
Oggi è un giorno di Memoria tra le più importanti Feste Nazionali; è il giorno nel quale ricordiamo l’Unità Nazionale, le Forze Armate, i Caduti e Dispersi di Albate i cui nomi sono riportati sulle lapidi dei Monumenti di Albate e di Trecallo.
E’ la ricorrenza che ci invita a tramandare queste vicende alle nuove generazioni perché abbiano conoscenza e rispetto di quelle migliaia di ragazzi che un secolo fa hanno contribuito al definitivo raggiungimento dell’Unità Nazionale.
Dobbiamo essere capaci di tenere viva la Memoria senza odiare nessuno, di ricordare il dolore senza desiderio di vendetta; sono valori che appartengono alla nostra cultura e alla nostra civiltà cristiana. Rispettare noi per primi questo patrimonio culturale trasmessoci dalle passate generazioni non è tanto una fortuna quanto un dovere.
La nostra Associazione Nazionale Alpini che quest’anno ha festeggiato lo scorso 8 luglio il suo Centenario della Fondazione si basa su questi principi. Per il bene di tutti.
W l’ Italia

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