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76° Anniversario di Nikolajewka ad Albiolo

Da 16 anni i gruppi alpini della Zona Prealpi Ovest celebrano a turno la ricorrenza di Nikolajewka; di anno in anno i quindici gruppi che la compongono, seguendo l’ordine alfabetico, provvedono ad organizzarne il ricordo.
Quest’anno con Albiolo è ricominciato il secondo turnover - l’anno prossimo toccherà a Bizzarone, che per i prossimi tre lustri e fino a quando Dio vorrà, vedrà impegnati i diversi gruppi per ricordare l’evento di Nikolajewka che non fu una vera battaglia militare ma un disumano conflitto tra la disperazione e la speranza; per i pochi sopravvissuti vinse la speranza anche se a costo di migliaia di caduti e dispersi.
Lo scorso 26 gennaio – proprio nel giorno esatto della battaglia – ad Albiolo sono convenuti centinaia di Alpini; dopo la cerimonia di accoglienza del Gonfalone del comune, del Vessillo sezionale è avvenuta l’alzabandiera. Successivamente ha preso la parola il Sindaco Rodolfo Civelli che ha detto:”[...] nella disperazione di quei giorni, fra le desolate nevi dell'inverno russo, emerse in tutta la sua forza il cuore generoso dell'alpino; virtù vera, che seppe unire alla disperata lotta per la propria sopravvivenza, la generosità di garantire quella dell'uomo a fianco a lui […] Il loro esempio, unito alla profonda riflessione critica nata da quella tragedia, ha contribuito a diffondere nelle generazioni successive il rifiuto della violenza, il riconoscimento dell’uguaglianza tra gli uomini, la convinzione che si può far grande il proprio Paese anche vivendo aiutando chi ci sta accanto. Un messaggio che oggi più che mai merita di essere ribadito di fronte alle sempre più persistenti manifestazioni di intolleranza e violenza che sono state alla base dei sanguinosi conflitti del novecento.
Gli alpini di ieri e soprattutto quelli di oggi riuniti nell’Ana,  sono un vero e proprio corpo di pace, che ci indicano in maniera chiara e concreta, come ritrovare una fratellanza che in Europa era fiorita dopo il secondo conflitto mondiale e che, oggi più che mai, merita di essere rinvigorita per non perdere ciò che nacque da un'immane tragedia.
Dobbiamo farlo, lo dobbiamo ai nostri alpini, agli altri soldati italiani che sono rimasti laggiù, in quelle gelide isbe di una cittadina al confine tra Ucraina e Russia il cui nome rappresenta ancora una ferita che ci portiamo tutti dentro il cuore e la memoria”.
Il presidente sezionale Enrico Gaffuri ha ricordato che Nikolajewka, per gli Alpini, rappresenta un momento storico fondamentale che, insieme ad altri, ha fatto nascere il motto “Aiutare i vivi ricordando i morti”.
E’ seguita la sfilata con sosta al Monumento ai Caduti per la deposizione della corona e la Santa Messa nella chiesa parrocchiale dedicata alla Beata Vergine Annunciata celebrata dal parroco don Alberto Fasola il quale nell’omelia ha ricordato che gli Alpini sempre pronti e disponibili:”…quando c’è bisogno loro ci sono sempre; fortunati i paese nei quali c’è un Gruppo Alpini…”
La Fanfara Alpina di Olgiate Comasco ha svolto un servizio impeccabile. Da ricordare anche la scultura in legno in ricordo dei Caduti di Nikolajewka che ogni anno arricchisce la cerimonia; opera dell’Alpino Lorenzo Ceolin e dei suoi collaboratori del Gruppo di Solbiate.
Un particolare ringraziamento ai gruppi della Zona Prealpi Ovest e al loro consigliere sezionale Silvano Miglioretto che offrono un esempio di collaborazione tanto utile al nostro futuro associativo.