Adunata Milano 2019: 100 anni di coraggioso impegno

Nikolajewka 77 anni fa

Era la notte bianca di Natale ed era
L'ultima notte degli alpini; silenzioso come
frullo d'ale c'era il fuoco grande nei camini

Nella pianura grande e sconfinata e
lungo il fiume parea come un lamento,
una nenia triste e desolata che piangeva
sull'alito del vento.

Cammina cammina la casa è lontana
la morte è vicina e c'è una campana
che suona, che suona; Din , don, dan...
che suona, che suona; Din, don, dan...

Mormorando, stremata, centomila voci stanche
di un coro che si perde fino al celo,
avanza in lunga fila la marcia di fantasmi in grigioverde
Non è il sole che illumina gli stanchi gigli di neve sulla terra rossa.
Gli alpini vanno e ad ogni passo coprono una fossa.

Tutto ora tace. A illuminar la neve

neppure s'alza l'ombra di una voce
lo zaino è diventato un peso greve:
ora l'arma s'è mutata in croce.
Lungo le piste sporchee insanguinate
son mille e mille croci degli alpini,
cantate piano non disturbate,
ora dormono il sonno dei bambini.
Cammina cammina la guerra è lontana
la casa è vicina e c'è una campana
che suona ma piano; Din , don, dan...
che suona ma piano; Din, don, dan...