“Da Caporetto al Piave per servire l’Italia ora come allora”.

Anniversario della Vittoria e festa dell' Unità nazionale e delle FF.AA

Gli Alpini ad Albate celebrano il 4 Novembre

 Festa Nazionale della Forze Armate – gli Alpini commemorano i Caduti

 Il Gruppo Alpini di Albate – Sezione di Como, ha commemorato il Centenario della fine della Prima Guerra Mondiale con la celebrazione della S. Messa nella chiesa parrocchiale dedicata a S. Antonino Martire, officiata dal parroco don Luigi Savoldelli.
Al termine si è formato il corteo che, accompagnato dal Corpo  Musicale Albatese e da un folto gruppo di cittadini, ha raggiunto il Monumento ai Caduti in Piazza 4 Novembre per la deposizione di una corona d’alloro dopo la quale è stata impartita la benedizione.
Alla cerimonia hanno partecipato alcuni alunni della Scuola Media Guglielmo Marconi, accompagnati dall’insegnante Eleonora Cancelliere, che hanno letto brani sulla guerra. Erano presenti anche il Comandante della Stazione Carabinieri di Albate M.llo Mario Iapelli, l’ assessore al Comune di Como Vincenzo Bella, il consigliere comunale Gabriele Guarisco, il parroco don Luigi Savoldelli, le insegnanti responsabili sig.a Giulia Spagnolo   (Scuola M. Kolbe di Muggiò), sig.a Orietta Peverelli (Scuola L. Picchi di Albate), sig.a Alessandra Cavadini (Scuola D. Birago), la direttrice della Scuola dell’Infanzia S.

Antonino di Albate Sig.a Silvia Gorla, il consigliere della Sezione Ana di Como Flavio Pedretti ed il Presidente del Comitato Provinciale dell’Ass.ne Venezia-Giulia-Dalmazia Sig. Luigi Perini. 
Il Capogruppo del Gruppo Alpini di Albate Giampaolo ha pronunciato il discorso ufficialedel quale riportiamo qualche passaggio…nel suo libro Giorni di guerra Giovanni Comisso racconta che […] si sentiva diffondersi tra le colline e il Grappa un suono di campane che proveniva da tutti i paesi che ancora avevano in piedi il loro campanile. Un suono vasto, fuso, come un fremito dell’aria suscitato da un vento incessante. Riesciva piacevole e stupiva, poi ci si accorse che dal principio della guerra non sentivamo le campane […]
Un suono che, dopo quattro anni di silenzio, apriva ad una speranza di pace e segnava la fine della orribile vita di trincea, con tutte le sue atroci sofferenze fisiche e morali. Nel frattempo era stato emanato l’ordine di inseguire il nemico […] che risale
in disordine e senza speranza le valli che aveva discese con orgogliosa sicurezza […] per riappropriarsi della maggior parte di quei territori persi nel dopo Caporetto, prima che scadesse il cessate il fuoco fissato per le ore 15.00 del 4 novembre 1918.
Noi Alpini chiediamo che quei sacrifici siano ricordati con la reintroduzione del 4 Novembre Festa Nazionale: un importante momento di pausa nella vita frenetica per ricordare tutti coloro che offrirono la vita nel compimento del dovere. E magari, quel giorno, risentire anche il suono delle campane che per Giovanni Comisso hanno significato l’inizio di un’ era di Pace. Quel suono
vasto e fuso, susciterebbe la speranza che la nostra amata Italia possa finalmente risollevarsi dall’incuria, dalla disattenzione di coloro che la governano e da quel  torpore che da molti, troppi anni, non fa che spegnere sempre più la memoria di coloro che con tanto amore e impegno l’hanno costruita.

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